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Il Qi Gong e l'elemento terra
articolo redatto dal Maestro Isidoro Li Pira
Filosofia e cultura pratica: il controllo della postura
La postura corretta è il primo elemento importante per la pratica della meditazione. Determinanti infatti sono l'allineamento rilassato e naturale dei muscoli nell'assunzione di qualsiasi tipo di posizione, per facilitare una respirazione corretta e per il raggiungimento della serenità mentale. Posture diverse hanno la caratteristica di agire fisiologicamente e, di riflesso energeticamente in modo differente, giocano un ruolo determinante nell'applicazione terapeutica.
L'elemento posturale si riflette su tutta la pratica delle discipline di meditazione con riflesso immediato sugli stessi sviluppi.
Ciò che caratterizza tale conoscenza non è solo come il corpo del praticante si deve adattare fisicamente a seconda dell'esercizio, bensì la capacità di interpretare le diverse sensazioni e manifestazioni percepite durante la seduta di meditazione a seguito dall'atteggiamento posturale.
Per fare ciò quindi non è sufficiente conoscere l'impostazione di ogni posizione, ma identificare quali sono di riflesso le connessioni legate alla postura stessa, siano esse fisiologiche, che pratiche. Ciò è regolato, come accennato precedentemente, dalla conoscenza degli aspetti culturali legati alla pratica, oltre che a quelli anatomici ed indicati dalla Medicina Tradizionale Cinese.
Il controllo della postura e l'uomo
Sia nel Do Yin che Qi Gong, che Wu Shu (esercizio educativo delle arti marziali indirizzato ai bambini nell'età dello sviluppo) grande importanza è data alla corretta impostazione della postura. Questo deve fare intendere quanto sia determinante comprendere il rapporto con gli equilibri fisici del proprio corpo.
È una scienza, quella che rende possibile l'esame funzionale e organico dell'individuo per mezzo dell'esame dalla postura, il portamento e l'uso dei muscoli del suo corpo.
È possibile infatti riscontrare che un individuo che assume un portamento eretto sia giudicato energico, agile e vigoroso. Mentre nel caso di un portamento curvo o asimmetrico si possa individuare un eventuale sintomo di sofferenza o malessere.
Un esempio tangibile lo offrono quelle persone che hanno sofferto a lungo al cuore, ai polmoni o alla trachea. In queste è possibile riscontrare un portamento infossato del petto e una schiena ricurva, atteggiamento questo che senza dubbio aggrava il malfunzionamento degli organi citati dando vita ad un circolo vizioso.
Per citare altri esempi, è possibile prendere in esame il caso in cui le persone soffrono di dolori addominali, o della digestione. A causa di ciò esse tendono a raggomitolarsi. Coloro invece che soffrono di un ingrossamento della milza spesso tengono una spalla piť sollevata dell'altra e ruotano la testa verso destra, durante le manifestazioni più acute del problema, e più ingrossata è la milza, più pronunciata è l'inclinazione. Anche il cattivo umore, l'ansia, o un qualsiasi problema inerente lo stato d'animo possono essere riscontrati dal portamento del corpo e l'equilibrio funzionale di quest'ultimo.
In breve è possibile riscontrare come il corpo si adegua, inclinandosi e curvandosi, talvolta in maniera asimmetrica, dalla parte da dove proviene la disfunzione a seconda del problema originario.
Questa tesi avvalora il fatto che, un buon rapporto con il proprio corpo, non solo facilita un buon circolo di energia, ma mantiene in buona salute, contribuendo all'incremento di quest'ultima.
Quindi le persone, ritrovando un appropriato equilibrio con il proprio corpo, non solo durante la pratica di una disciplina, ma facendo in modo che questa si rifletta nella vita quotidiana, favoriscono l'acquisizione della propria salute e prevengono eventuali disfunzioni.
È per tale ragione e conoscenza che il controllo della postura richiesto nella pratica del Qi Gong è la base essenziale dell'esercizio. Solo in questo modo si può assicurare un fluido passaggio del "Qi" e del sangue nel corpo e metterlo in grado di alimentare il benessere, negli organi non perfettamente in tale stato e ripara le cellule danneggiate.
Una massima cinese dice in proposito: "la respirazione non è calma se il corpo non è eretto". Per fare ciò le persone devono tenere calma la mente, in tal modo possono trasportare naturalmente il proprio corpo nella giusta impostazione. Per mantenere il corpo diritto è necessario concentrarsi (secondo elemento essenziale) sull'allineamento della colonna. In questa maniera il flusso (eserizio della respirazione) lungo i vasi sanguigni, posizionati nella linea centrale posteriore del tronco si sbloccano e questo permette di rendere fluido lo scorrimento dell'essenza vitale (Qi) negli stessi vasi, posti lungo la linea centrale anteriore del torace e dell'addome.
Il libero passaggio lungo questi vasi promuove il "Jing Luo" (scorrimento dell'energia nei canali principali e collaterali) nel corpo. Quindi è bene ricondurre l'insegnamento alla postura corretta nella vita quotidiana, camminando, stando in piedi, seduti o flettendo, mantenendo diritto e rilassato il corpo. Il protrarsi della pratica può sfociare in una buona abitudine e quindi far diventare parte della quotidianità gli insegnamenti del Qi Gong.
Cosa è necessario per far si che si possa ottenere una corretta postura?
Mantenere una mente stabile e cosciente, tenere il corpo rilassato, mentre la respirazione viene mantenuta soffice e naturale in un stato psicologico buon umore. Le persone che hanno disfunzioni al cuore, ai polmoni e alla trachea devono tenere su la testa, spingere fuori il petto e tirare indietro la mascella inferiore, mente coloro con problemi al fegato o alla milza dovranno esercitarsi a mantenere il più possibile sciolte e rilassate le spalle e le braccia. Tali indicazioni, derivate dagli accertamenti scientifici sono fonte essenziale per l'insegnamento tradizionale, ciò che permette all'esercizio del Qi Gong di essere allo stesso tempo terapia per chi lo pratica.
Le posizioni del Qi Gong
Le posizioni più consuete sono: sedersi in modo naturale, a gambe incrociate, a gambe sovrapposte (posizione del loto), giacere supino, giacere sul fianco, stare in piedi, camminare.
Posizione seduta
Nella posizione seduta in maniera naturale, particolare attenzione viene dedicata alla postura del tronco e dell'allineamento di quest'ultimo alla testa. Per cui sedendosi su una sedia o sgabello, si appoggiano le piante dei piedi al suolo, mentre le gambe divaricate piegano le ginocchia ad angolo retto, le mani appoggiate sulle ginocchia o raccolte davanti all'addome, il mento è richiamato, le spalle sciolte, il petto rilassato, gli occhi e la bocca socchiusi, con la lingua attaccata al palato superiore e volto disteso.
Sedersi a gambe incrociate
Nel sedersi a gambe incrociate, oppure sovrapposte, si rispettano le indicazioni precedenti con la differenza che le gambe assumono una diversa posizione che saranno nel primo caso ripiegate a forma di "8" e, nel secondo, con una delle due sovrapposta all'altra.
Giacere supini
Nel giacere supini, ci si sdraia con la schiena appoggiata su una superficie rigida e con la parte del tronco leggermente sollevata rispetto alle gambe. Distendendo le braccia lungo i fianchi, rilassare i gomiti, flettendo leggermente le dita delle mani; oppure unire queste ultime con le dita incrociate sull'addome. Questa posizione può aiutare a focalizzare la mente, ad entrare in uno stato di rilassamento generale e ad approfondire e regolare la respirazione addominale.
Le gambe sono rilassate e distese con i piedi leggermente separati o uniti. Può essere corretto anche porre un piede sulla caviglia dell'altra gamba, cambiando la posizione dei piedi di quando in quando durante l'esercizio.
Chiudere delicatamente la bocca e leggermente gli occhi guardando avanti un po' al di sopra della punta dei piedi.
Posizione sdraiata sul fianco
Stare su un fianco del corpo. Generalmente è meglio sottolineare che une delle indicazioni della postura è quella di prediligere il giacere sul fianco destro, ciò per ridurre la pressione sul cuore.
Per chi soffre malattie della cavità toracica e addominale giacere sul lato sano. Quando si sta sul lato destro, per esempio, tenere la spalla appoggiata con la testa adagiata verso destra sopra un cuscino. Distendere la gamba destra naturalmente, flettere la gamba sinistra sopra quella destra. Le gambe possono essere anche poste l'una sull'altra con le ginocchia flesse. La spalla che sta sotto può essere anche appoggiata al cuscino.
Generalmente la mano destra è posta sul cuscino davanti agli occhi con il palmo rivolto in alto, ad una distanza di circa 10 centimetri dal viso. La mano sinistra è posta sull'anca. La bocca e gli occhi devono assumere lo stesso atteggiamento della posizione supina, con lo sguardo rivolto verso i piedi.
Posizione eretta
Il principale vantaggio della posizione eretta risulta essere una piÙ facile regolazione e agevolazione del flusso del Qi. Fortemente connessa con le indicazioni riguardanti il controllo della postura, la scelta della posizione eretta nell'esercizio del Qi Gong è vincolata da ulteriori indicazioni.
La prima è determinata dal fatto che, restare a lungo immobili nella posizione eretta può avere effetti stancanti dovuti all'effetto del peso del corpo che grava in maniera relativamente pesante sui muscoli delle articolazioni inferiori. Così per chi è malato o in condizioni di salute precaria non è opportuno utilizzare questo metodo.
In secondo luogo, l'abilità raggiunta con la concentrazione mentale, nella maggior parte delle volte è condizionata dalla distrazione dovuta appunto all'affaticamento. Infine ed in conseguenza al punto precedentemente accennato, la tecnica di respirazione appropriata.
Generalmente si inizia praticando le posizioni erette per circa 10 minuti per poi incrementare gradualmente la durata fino ad arrivare a 30 minuti di permanenza, evitando comunque eccessivi affaticamenti.
L'impostazione della posizione eretta può differire per modalità ed indicazioni inerenti all'esecuzione. Ne esistono infatti di svariate forme e addirittura in sequenze preordinate. Ciò è sottolineato dal fatto che la postura eretta non ha solamente indicazioni terapeutiche, ma bensì può essere di supporto ad un qualsiasi altro scopo, sia esso con finalità sportive, come pure spirituali.
Il primo stadio comunque prevede l'assoluto controllo della posizione eretta per mezzo della ripartizione del peso su entrambe le gambe, queste ultime divaricate alla larghezza delle spalle. Il tronco eretto sulle gambe con la scrupolosa attenzione a non inarcare ne il tronco (cifosi), ne la zona lombare (lordosi) . Mantenere un atteggiamento rilassato delle spalle, con le braccia sciolte ai lati del tronco. La testa, ritirata indietro con il mento, per favorire l'allineamento del suo peso specifico sul resto della colonna e quindi sulle gambe.
La Camminata
Anche in questo caso trattandosi di un tema molto vaso mi soffermerò a dare alcune indicazioni per ciò che concerne l'applicazione degli esercizi di Qi Gong in camminata. Camminare fa parte infatti della fisiologia umana e molti sono i temi che concernono appunto la scienza del movimento. Inutile dire quanto il genere umano sia condizionato da tale atteggiamento, ciò dovuto al fatto che anche studi antropologici hanno rilevato l'inefficienza della struttura umana durante la posizione eretta o nella dinamica che ne regola il movimento. A tale proposito quindi e non a caso, che gli esercizi che si sviluppano sia nella posizione eretta, come in movimento sono trattati in maniera più ampia e sono supportati da ulteriori approfondimenti determinati dall'uso.
Esempi pratici di Qi Gong in movimento sono per l'appunto il "Wu Qin Xi, gioco dei cinque animali", nel quale ogni movimento assume una corrispondenza con una funzione organica o fisiologica del corpo; oppure il Taiji Quan vera e propria disciplina marziale nella quale oltre ad un influsso salutare, ogni movimento rispetta dei canoni applicativi proprio dell'arte da combattimento. L'esercizio in camminata quindi può sintetizzarsi in una combinazione di esercizi, dove il controllo della postura, quello della respirazione e della concentrazione, combinato con appropriati movimenti, trova un uso infinitesimale di applicazioni.
È da sottolineare in questo caso come al contrario dei metodi statici, l'esercizio di Qi Gong in camminata (o dinamico) sia maggiormente utile all'uomo ed alla sua esistenza, in quanto nello stesso contesto sono intrinseche tutte quelle conoscenze derivate dallo studio della sua natura e la sua evoluzione.
Uno dei metodi più semplici per avere un primo approccio con la tecnica è quello di camminare con un ritmo costante combinando la respirazione nelle due fasi (inspirazione ed espirazione), anch'esse coincidenti, con il numero di passi indispensabile perché una fase respiratoria appunto si concluda per darne vita ad una successiva. Le indicazioni sul controllo della postura rispettano quelle precedentemente menzionate per la "postura eretta".
Per una migliore comprensione dei temi trattati posso sottolineare che è possibile avere quindi un'indicazione iniziale sulle varie posture e le rispettive finalità tenendo presente quanto di seguito.
Gli esercizi in posizione sdraiata, più confortevoli e di facile applicazione; sono quindi opportuni per chi soffre di malattie serie, per chi è debilitato fisicamente o infermo.
Possono essere comunque utilizzati inoltre come risposta a disturbi di insonnia, grazie al loro potere di graduale rilassamento che può indurre appunto al sonno, oppure come "banco di prova iniziale" per chi, senza particolari problemi, si appresta ad affrontare uno studio approfondito. Praticati 20 minuti per notte, infatti possono essere un valido supplemento agli esercizi dinamici.
Gli esercizi in posizione eretta, più complessi nell'impostazione, possono essere sia utilizzati durante la convalescenza per rafforzare la costituzione fisica e per il rinvigorimento delle funzioni dell'organismo, e sia per potenziare il proprio equilibrio fisico e mentale.
Le tre impostazioni presentati fino ad ora sono le più comuni ed usate durante la pratica del Qi Gong.
A tale proposito è bene specificare che, nell'affrontare gli argomenti riguardanti effetti e metodi di impiego del Qi Gong, ho privilegiato l'aspetto terapeutico dei vari esercizi; ciò è stato fatto per dare una idea più diretta della grande efficacia che ha questo tipo di pratica sul nostro organismo.
Non bisogna dimenticare però che i vari esercizi di Qi Gong, non sono unicamente finalizzati alla cura delle malattie o dei disturbi, ma possono essere utilizzati anche da coloro che godono di buona salute. Questo è sottolineato dal fatto che tutti i grandi maestri di arti marziali hanno una profonda conoscenza con le tecniche di meditazione e di alchimia corporea. Ciò perché è intrinseco alla pratica, il rapporto inscindibile fra difesa del corpo esterna; che lo pone di fronte ad una aggressione fisica, e quella interna, determinata dal preservare salute (equilibrio funzionale) e controllo psicofisico (equilibrio spirituale).
Altri metodi di utilizzo degli esercizi di Qi Gong possono esser finalizzati in campo sportivo, per aiutare un atleta, coadiuvando la sua attività con l'educazione ad un corretto uso della respirazione allo scopo di immagazzinare, preservare e potenziare la propria energia, utile poi durante una prestazione fisica. Oppure a rilassare e concentrare la mente prima di una competizione, in maniera tale che quest'ultima sia in perfetta sintonia con le varie stimolazioni del suo corpo.
Per concludere è bene sottolineare che gli esercizi di Qi Gong, siano essi di natura dinamica, oppure statica, entrambi costituiscono un metodo di pratica, nel quale la tecnica è si implicita allo scopo, ma ancora più specificatamente dipendente dalla natura e desiderio di ricerca dell'individuo.
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Maestro isidoro Li Pira




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