Esercizi per lo sviluppo della forza esplosiva del Taiji Quan

articolo redatto dal Maestro Isidoro Li Pira, pubblicato sul numero 7 della rivista MAK

Il Taiji Quan contempla diversi metodi di pratica che si possono dividere in due specie, i metodi relativi al lavoro interno e quelli inerenti al lavoro esterno. I metodi respiratori sono la base del lavoro interno, che racchiude quelle conoscenze alchemiche che permettevano ai taoisti di sviluppare straordinari poteri. Il lavoro esterno, invece, comprende tutti quei metodi che trattano il corpo come un oggetto della Fisica e mirano a sviluppare l'uso naturale del corpo per l'applicazione marziale delle forze, sia quelle proprie che quelle dell'avversario.
Queste due specie di pratica, unite come Yin e Yang in un unico principio, costituiscono il Taiji Quan come un sistema di unificazione di corpo, mente e spirito, sia livello microcosmico che macrocosmico.
Nello studio del Taiji Quan, metodi Yin e metodi Yang evolvono in direzioni diverse ma complementari: lo Yin in direzione centripeta, verso gli stati più profondi della coscienza, mentre lo Yang si disperde in direzione centrifuga nello spazio dove ricerca un equilibrio costante. Talvolta, uno dei due metodi tende a farsi dominante e la pratica diventa unidirezionale. Questa tendenza può sorgere per ristabilire un perduto equilibrio, ma può anche essere il risultato del tipo di insegnamento ricevuto.
Il lavoro esterno comprende gli esercizi per lo sviluppo della struttura, la pratica delle forme, l'applicazione a due delle tecniche marziali, il "tui shou", e costituisce una via per la conoscenza diretta del movimento, delle tecniche di arte marziale e dell'uso della respirazione. Ciò richiede sforzo e dedizione, nonché costante confronto. Scopo di questo lavoro è riconoscere lo spazio fisico personale e quello circostante, al fine di poterlo controllare. Il lavoro interno, invece, comprende l'esercizio della respirazione, il controllo mentale, l'interazione psicologica, la sperimentazione scientifica delle conoscenze della medicina tradizionale cinese applicate alla pratica, e costituisce una via per la conoscenza profonda della natura umana e terrena.
L'unificazione dei due tipi di lavoro, Yin e Yang, nel principio dell'unità suprema, viene descritta in tutti i testi classici come una liberazione di energia senza tempo né spazio, tale da realizzarsi in ogni individuo secondo un'interpretazione singolare. Lavoro interno e lavoro esterno si trasformano allora in movimenti continui, visibili e invisibili, grandi e piccoli, fisici e spirituali, in costante armonia.
È dunque comprensibile perché il Taiji Quan presenti molteplici sistemi di insegnamento, di pratica e di esercizio: ogni metodo va considerato nel contesto personale del singolo. Alcuni, ad esempio, praticano il Taiji Quan per i suoi effetti benefici sulla salute o per potenziare l'energia fisica; altri, invece, decidono di dedicarsi a quest'arte come a una forma di meditazione, al fine di elevare lo spirito a uno stato di integrità primordiale.
Per raggiungere un alto livello, è necessario anzi tutto ottenere quell'integrità psicologica e fisica che permette di fondere le due specie di metodi in una pratica unitaria, che possa nascere spontaneamente, eludendo il filtro del pensiero razionale. Allora corpo e mente ritornano a essere quell'unità primordiale che vive in equilibrio spontaneo nell'unità dello spirito e della natura.

Qi Gong e Taiji Quan
La prima regola per una pratica corretta del Taiji Quan vuole che tutti i movimenti siano coordinati e originati da un'unica fonte. Solo così il corpo ritorna ad essere quell'unità organica vivente che è in natura. A tal fine, è bene concentrarsi dapprima sulla respirazione, per facilitare il movimento circolare e simmetrico di braccia e gambe. Ciò consentirà di percepire il proprio corpo non più come un oggetto fisico ma come spazio personale.
Imparare a coordinare respirazione e movimento richiede molta pratica. Nel Taiji Quan, questo esercizio si chiama "tu la" (espellere aria viziata e inspirare energia nuova). La combinazione del lavoro esterno sul movimento con il lavoro interno sulla respirazione costituisce un aspetto della disciplina che prende il nome di Taiji Qi Gong.
Il Qi Gong comprende molti metodi di respirazione finalizzata al movimento, di cui tre sono fondamentali per giungere a una pratica profonda: la respirazione diaframmatica (o post-natale), la respirazione inversa (o pre-natale) e la respirazione tonica delle due energie. Esse producono effetti diversi e servono dunque a diversi scopi pratici.
La prima respirazione induce scioltezza e rilassamento, calma lo spirito e consolida il baricentro. Viene utilizzata nella maggior parte del lavoro individuale da parte dello studente principiante e durante l'approfondimento del potere di ascolto ("tin jing").
La respirazione inversa viene introdotta a un livello di studio più avanzato e serve a potenziare la forza energetica. Questo metodo di respirazione fortifica il radicamento e l'energia primordiale, sviluppa la consapevolezza e l'istinto di autoconservazione, e genera la forza esplosiva.
La respirazione tonica è impiegata principalmente in un tipo di allenamento denominato "hen ha", che combina diverse capacità, e perciò viene studiata solo quando si è raggiunto un alto livello di pratica. Essa promuove lo sviluppo di due energie, o meglio, come detto nei classici, di due corpi, il primo superficiale e inconsistente, il secondo profondo e consistente. L'arte sta qui nella capacità di unificare o sdoppiare questi due corpi, sorprendendo anche il miglior potere di ascolto.

Indicazioni per la pratica dell'esercizio Fa Jing
Durante lo studio della forma e nel lavoro individuale, lo studente deve porre molta attenzione a evitare di bilanciare il peso sulle gambe durante il movimento, poiché ciò impedisce una veloce risposta dinamica. L'abilità dinamica va cercata invece come risultato di un buon lavoro sul bacino e soprattutto sulle anche.
Per la scienza occidentale, anche e bacino sono strutture fondamentali sia per una postura statica corretta, sia per un movimento equilibrato: mentre l'allineamento del bacino sostiene l'equilibrio strutturale e funzionale di tutto il corpo, le anche hanno la funzione di sviluppare la potenza dinamica che nasce dalle forze motoree.
Pure per il Taiji Quan, anche e bacino sono strutture fondamentali ma esse si caratterizzano anche dal punto di vista energetico: il bacino è un deposito di energia, le anche sono strumenti di trasmissione e luoghi di dissipazione dell'energia. Il senso di tali espressioni è verificabile nell'esperienza dei due poteri "jing": lo "xu jing", l'azione che nel bacino scaturisce dall'immobilità, come pieno che si manifesta col vuoto; e il "chan ssu jing", il potere del bozzolo di seta riposto nelle anche. Entrambe queste due tecniche richiedono abilità mentale, profonda conoscenza dei principi generativi, conoscenza del proprio corpo e coscienza di sé.

Le regole fondamentali per praticare il Fa Jing
1. Mantenere un atteggiamento rilassato, con i muscoli e le strutture articolari del corpo che rilasciano il peso al suolo. L'intenzione a mantenersi eretti è riposta nella struttura della colonna. La mente è in uno stato di calma contemplativa, quella che permette di destarsi immediatamente in caso di allerta.
2. Dirigere l'intenzione all'energia per unificare il "qi". Per intenzione si intende la capacità di formulare un pensiero e di renderlo attivo nel corpo, per mezzo di una presa di coscienza di tutte le componenti: fisiche, dinamiche e psichiche. Utilizzare il respiro come veicolo e guidarlo dal profondo finalizzandolo allo scopo.
3. Utilizzare la respirazione inversa per stabilizzare le gambe e rendere forte il bacino. Il ciclo respiratorio segue il ritmo della respirazione "pre-natale" che, oltre a favorire un corretto ed equilibrato uso delle energie, sia in direzione centripeta che centrifuga, induce un rinvigorimento di tutte le strutture articolari, veicolando l'energia "jing" direttamente nel midollo.
4. Concentrare l'energia lentamente ed emetterla velocemente. In un primo stadio del lavoro, lo studente, dovrà prestare molta indicazione a questa regola, per non disperdere energie profonde e non ledere sulle giunture. Il caricamento di ogni esercizio dovrà avvenire in modo lento, affinché si abbia tempo di prendere coscienza di tutte le parti coinvolte. L'emissione dell'energia sarà esplosiva e veloce in ogni direzione, dentro e fuori dal corpo esso.
5. Esercitare una pratica regolare dell'esercizio "fa jing". La continuità è madre dell'esperienza e quest'ultima è maestra. I risultati di questa pratica dipendono dalla sua continuità. Come per qualsiasi altro lavoro del corpo e della mente, i tempi di attività e di pausa dovranno essere ben ripartiti, affinché il corpo non lavori in sovraffaticamento e la mente abbia il tempo di elaborare le nuove informazioni.
6. Limitare l'ampiezza del lavoro secondo l'elasticità personale. L'obbiettivo del lavoro "fa jing" è il potenziamento dell'energia "jing" nelle zone elastiche e flessibili del corpo che, se sollecitate oltre misura da un movimento veloce in iperestensione, riceverebbero un danno a livello osteorticolare.










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